Per il mio prodotto di tesi ero partita dal desiderio di raccontare una storia, per l’esattezza una biografia, di uno scienziato o di una scienziata che avesse subito discriminazioni per via del proprio genere o orientamento sessuale. Ritenevo che fosse utile e importante parlarne, a dimostrazione del fatto che la scienza non può mai essere veramente neutrale. Con questo principio in mente, avevo individuato diverse storie interessanti, ma una in particolare aveva catturato la mia attenzione. Sally Ride è stata la prima astronauta americana in un contesto maschile tipicamente forgiato dall’impronta militare come la NASA. Fisica di formazione, Ride riuscì a superare numerose simulazioni di volo e test psicologici che la portarono, nel 1983, a diventare specialista di missione a bordo dello Space Shuttle Challenger. Non solo: Sally Ride divenne anche direttrice dell'Ufficio Esplorazione della NASA e nel 2001 fondò Sally Ride Science per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sottorappresentanza delle donne nelle carriere STEM. Per tutti quegli anni, però, Ride preferì tenere nascosta la sua relazione con la partner di una vita, Tam O’Shaughnessy, per paura di potenziali ripercussioni sulla sua professione. Proprio nei giorni in cui stavo approfondendo la biografia di Sally Ride, mi era capitata sottomano la notizia di un film uscito da poco, diretto dalla regista Cristina Costantini, basato proprio sulla storia della prima astronauta americana. Quello sarebbe stato il gancio perfetto. La biografia di Sally Ride è quindi diventata la cornice per collocare un discorso più ampio sulla discriminazione di genere e di orientamento sessuale all’interno della NASA e del settore aerospaziale più in generale, con uno sguardo sia al passato ma anche, e soprattutto, al presente.
Sally Ride, oltre l'orbita del silenzio(2026 Mar 26).
Sally Ride, oltre l'orbita del silenzio
-
2026-03-26
Abstract
Per il mio prodotto di tesi ero partita dal desiderio di raccontare una storia, per l’esattezza una biografia, di uno scienziato o di una scienziata che avesse subito discriminazioni per via del proprio genere o orientamento sessuale. Ritenevo che fosse utile e importante parlarne, a dimostrazione del fatto che la scienza non può mai essere veramente neutrale. Con questo principio in mente, avevo individuato diverse storie interessanti, ma una in particolare aveva catturato la mia attenzione. Sally Ride è stata la prima astronauta americana in un contesto maschile tipicamente forgiato dall’impronta militare come la NASA. Fisica di formazione, Ride riuscì a superare numerose simulazioni di volo e test psicologici che la portarono, nel 1983, a diventare specialista di missione a bordo dello Space Shuttle Challenger. Non solo: Sally Ride divenne anche direttrice dell'Ufficio Esplorazione della NASA e nel 2001 fondò Sally Ride Science per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sottorappresentanza delle donne nelle carriere STEM. Per tutti quegli anni, però, Ride preferì tenere nascosta la sua relazione con la partner di una vita, Tam O’Shaughnessy, per paura di potenziali ripercussioni sulla sua professione. Proprio nei giorni in cui stavo approfondendo la biografia di Sally Ride, mi era capitata sottomano la notizia di un film uscito da poco, diretto dalla regista Cristina Costantini, basato proprio sulla storia della prima astronauta americana. Quello sarebbe stato il gancio perfetto. La biografia di Sally Ride è quindi diventata la cornice per collocare un discorso più ampio sulla discriminazione di genere e di orientamento sessuale all’interno della NASA e del settore aerospaziale più in generale, con uno sguardo sia al passato ma anche, e soprattutto, al presente.| File | Dimensione | Formato | |
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