La cultura pop, fatta di cult cinematografici, fumetti, manga, anime, libri fantasy e di fantascienza, rappresenta un insieme di storie, più o meno reali, che in qualche modo parlano di noi. Gli autori e le autrici hanno creato trame e mondi che assomigliano al nostro. Spesso questa somiglianza è sottile e si nota solo esaminando da vicino le loro opere. Usare queste storie per parlare di scienza crea un legame forte con il pubblico, che riesce a guardare i propri prodotti preferiti con una lente diversa. Per il mio longform ho scelto di utilizzare l’opera di Hiromu Arakawa, Fullmetal Alchemist; più precisamente, ho usato il manga, pubblicato tra il 2001 e il 2010, e l’anime Fullmetal Alchemist: Brotherhood, sceneggiato da Hiroshi Ōnogi e diretto da Yasuhiro Irie – che ho avuto il piacere di vedere e ascoltare durante il Lucca Comics & Games 2025 –, trasmesso tra il 2009 e il 2010. Due opere riconosciute tra i prodotti più influenti degli ultimi decenni, nel panorama dei manga e degli anime. L’attrattiva di Fullmetal Alchemist risiede nella maestria della mangaka, che è riuscita a intrecciare temi complessi e controversi, andando oltre la semplice avventura fantasy che segue il modello del viaggio dell’eroe. Nel mio lavoro ho estrapolato alcuni temi scientifici centrali per lo svolgimento della storia, che rispecchiano aspetti presenti anche nel nostro mondo. Al centro di tutto c’è una profonda riflessione sul potere della scienza e della conoscenza; l’alchimia nella storia è una vera e propria scienza, i suoi limiti non sono superstizioni, ma leggi naturali. Il concetto di scambio equivalente, dogma che gli alchimisti devono seguire in ogni trasmutazione, riscrive perfettamente la legge di conservazione della massa e dell’energia, un pilastro della fisica moderna: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Ma non mancano spunti per riflettere sull’etica nella scienza: fino a che punto possiamo spingerci nella conoscenza e nella manipolazione prima di violare un limite etico? Il viaggio di Edward e Alphonse Elric, i protagonisti, ci porta a esplorare temi complessi e attuali come la violenza e la guerra. Amestris, la nazione in cui si svolge la storia, è uno stato militarizzato costruito sulle vittime di numerosi scontri armati e la serie non ha paura di esplorare i conflitti, la propaganda, i traumi e l’uso sconsiderato della scienza – l’alchimia – come strumento di sterminio. L’autrice mette bene in evidenza la responsabilità sociale e le ferite fisiche, psicologiche e sociali che la guerra e l’abuso di potere lasciano sui personaggi, mostrando come ciascuno di essi decide di reagire. Arakawa ha creato un’opera di grande qualità narrativa, inserendo spunti riflessivi multidisciplinari che comprendono aspetti scientifici, sociali, politici, etici e spirituali. Il lavoro della mangaka può essere utilizzato per instaurare conversazioni sulla natura della scienza, sul metodo scientifico, sulle relazioni tra politica e potere, sui limiti etici e sul rapporto tra corpo e tecnologia. Mettere in evidenza queste similitudini, sfruttando le storie dei personaggi per esplorare temi complessi, rendendoli accessibili ai lettori, anche per chi non conosce la storia o certi aspetti della scienza; cercando di creare curiosità e instaurare dibattito, sfruttando un prodotto pop che continua a incantare lettori e lettrici di tutte le età.
Fullmetal Alchemist e il lato umano della scienza. Usare manga e immaginazione per parlare di metodo, potere e responsabilità(2026 Mar 24).
Fullmetal Alchemist e il lato umano della scienza. Usare manga e immaginazione per parlare di metodo, potere e responsabilità
-
2026-03-24
Abstract
La cultura pop, fatta di cult cinematografici, fumetti, manga, anime, libri fantasy e di fantascienza, rappresenta un insieme di storie, più o meno reali, che in qualche modo parlano di noi. Gli autori e le autrici hanno creato trame e mondi che assomigliano al nostro. Spesso questa somiglianza è sottile e si nota solo esaminando da vicino le loro opere. Usare queste storie per parlare di scienza crea un legame forte con il pubblico, che riesce a guardare i propri prodotti preferiti con una lente diversa. Per il mio longform ho scelto di utilizzare l’opera di Hiromu Arakawa, Fullmetal Alchemist; più precisamente, ho usato il manga, pubblicato tra il 2001 e il 2010, e l’anime Fullmetal Alchemist: Brotherhood, sceneggiato da Hiroshi Ōnogi e diretto da Yasuhiro Irie – che ho avuto il piacere di vedere e ascoltare durante il Lucca Comics & Games 2025 –, trasmesso tra il 2009 e il 2010. Due opere riconosciute tra i prodotti più influenti degli ultimi decenni, nel panorama dei manga e degli anime. L’attrattiva di Fullmetal Alchemist risiede nella maestria della mangaka, che è riuscita a intrecciare temi complessi e controversi, andando oltre la semplice avventura fantasy che segue il modello del viaggio dell’eroe. Nel mio lavoro ho estrapolato alcuni temi scientifici centrali per lo svolgimento della storia, che rispecchiano aspetti presenti anche nel nostro mondo. Al centro di tutto c’è una profonda riflessione sul potere della scienza e della conoscenza; l’alchimia nella storia è una vera e propria scienza, i suoi limiti non sono superstizioni, ma leggi naturali. Il concetto di scambio equivalente, dogma che gli alchimisti devono seguire in ogni trasmutazione, riscrive perfettamente la legge di conservazione della massa e dell’energia, un pilastro della fisica moderna: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Ma non mancano spunti per riflettere sull’etica nella scienza: fino a che punto possiamo spingerci nella conoscenza e nella manipolazione prima di violare un limite etico? Il viaggio di Edward e Alphonse Elric, i protagonisti, ci porta a esplorare temi complessi e attuali come la violenza e la guerra. Amestris, la nazione in cui si svolge la storia, è uno stato militarizzato costruito sulle vittime di numerosi scontri armati e la serie non ha paura di esplorare i conflitti, la propaganda, i traumi e l’uso sconsiderato della scienza – l’alchimia – come strumento di sterminio. L’autrice mette bene in evidenza la responsabilità sociale e le ferite fisiche, psicologiche e sociali che la guerra e l’abuso di potere lasciano sui personaggi, mostrando come ciascuno di essi decide di reagire. Arakawa ha creato un’opera di grande qualità narrativa, inserendo spunti riflessivi multidisciplinari che comprendono aspetti scientifici, sociali, politici, etici e spirituali. Il lavoro della mangaka può essere utilizzato per instaurare conversazioni sulla natura della scienza, sul metodo scientifico, sulle relazioni tra politica e potere, sui limiti etici e sul rapporto tra corpo e tecnologia. Mettere in evidenza queste similitudini, sfruttando le storie dei personaggi per esplorare temi complessi, rendendoli accessibili ai lettori, anche per chi non conosce la storia o certi aspetti della scienza; cercando di creare curiosità e instaurare dibattito, sfruttando un prodotto pop che continua a incantare lettori e lettrici di tutte le età.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Forni_Relazione.pdf
accesso aperto
Tipologia:
Tesi
Licenza:
Non specificato
Dimensione
230.74 kB
Formato
Adobe PDF
|
230.74 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


